I nostri amici a quattrozampe

The four-legged friends of la Casa di Ulisse

Gli amici a quattro zampe della Casa di Ulisse sono un pastore tedesco di quasi 7 anni,  Mec, e una gatta, Ombra.
Micia, l’altra gatta, ci ha lasciato l’anno nel 2014, ma resta nel nostro cuore!

Mec e Ombra fanno parte della nostra famiglia, conoscono le nostre abitudini e sanno riconoscere dal tono della voce il nostro stato d’animo.

Ma la nostra piccola arca accoglie altri animali che hanno scelto la Casa di Ulisse o il suo giardino come residenza principale.

Ci sono molte famiglie di geki: quelli che conosciamo meglio vivono intorno al tetto, e d’estate escono sulla terrazza e ci guardano curiosi.
Altri vivono tra le pietre dei muri del giardino, si lasciano scoprire sotto il sole e appena ci si avvicina corrono a nascondersi, infilandosi tra le fessure.

C’è anche un rospo, che d’inverno si costruisce la tana scegliendo i vasi con la terra più soffice ed umida. Un rigonfiamento ci dice che è lì, protetto. Altre volte lo si vede sul selciato, fermo in attesa che nulla lo disturbi: Mec lo annusa e poi si ritrae, stupito dalla temperatura del suo corpo.

E poi lo scoiattolo. Un ramo oscilla senza vento ed appare la sua coda che balza da un albero all’altro. D’autunno, prima del letargo, lascia cadere a terra le pigne rosicchiate.

Gazze e tortore sono residenti stabili. Passeggiano sull’erba becchettando semi, nascono sui nidi intorno casa. Le gazze di appollaiano in cima ai lecci, immobili finchè qualcosa non le attira e ripartono lanciando richiami verso un tetto o verso altri rami. Il tubare delle tortore è il nostro risveglio dalla primavera all’autunno.

Gli altri uccelli arrivano a cercare grani nel nostro giardino o per una sosta nel loro girovagare dai boschi delle Colline Livornesi, che iniziano a meno di cento metri: usignoli, orioli, passeri, merli. Si muovono solitari, in coppia, di corsa per ritornare ai nidi che li aspettano, lenti o curiosi. C’è anche una civetta, che di tanto in tanto si avvicina: il suono della sua voce, ora più vicina ora più lontana nella notte, disegna un volo invisibile.

 

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